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SOCIOLOGIA - "Che cosa sono le scienze umane" - appunti pagine del libro

 CHE COSA SONO LE SCIENZE UMANE

NATURA E CULTURA

Il mondo della natura 


Natura: luoghi incontaminati dove l’uomo non ha ancora messo mano.

Definizione “spontanea” di mondo naturale: fiumi e alberi.

Definizione “spontanea” di mondo umano: città, fabbriche e ciminiere.

Tutto ciò che ci circonda è parte integrante della natura.

Il mondo umano è un angolo di natura molto particolare.

Mondo della natura: tutto ciò che ha una sostanza materiale.

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Il mondo dello spirito

Esempio: il libro.

È un oggetto che fa parte della natura, ma ha in sé un determinato “senso” e lo trasmette al lettore. 

Il significato delle parole può essere intuito dalla mente umana.

Noi siamo in grado di vedere al di là degli oggetti materiali e di coglierne un significato concettuale e/o simbolico.

Mondo dello spirito: mondo che raccoglie tutti i prodotti dello spirito umano (parole, discorsi sentimenti, ecc.).



La cultura

I prodotti dello spirito sono la cultura.

 

Cultura: 

  • Insieme di comportamenti umani che non si possono spiegare sulla semplice scorta delle leggi della natura. 

  • Non nasce solo dall’insieme dei movimenti fisici e degli stati biologici dell’essere umano, ma anche dei suoi pensieri. 

  • È tutto ciò che viene prodotto dallo spirito umano. 

  • Avviene quotidianamente secondo le regole dettate da atteggiamenti culturali. 


Il comportamento dell’essere umano e quello degli animali

Gli animali non vivono in un mondo di prodotti dello spirito, ma in un mondo naturale e non culturale.

Il comportamento degli esseri umani è diverso da quello degli animali per la prevalenza degli elementi appresi dalla società rispetto agli elementi innati (= istinti).

I comportamenti degli animali sono guidati da istinti, sono innati e non appresi.

Non tutti i comportamenti animali sono istintivi… lo sono in prevalenza.

Alcuni comportamenti sono appresi per esperienza o per imitazione.


LA NATURA COME UNA SECONDA CULTURA

Gli oggetti naturali e gli oggetti culturali

Gli oggetti naturali e gli oggetti culturali

Il mondo dell’uomo viene chiamato così, perché sono gli esseri umani che lo hanno sviluppato in maniera significativa rispetto a tutti i membri del mondo naturale. 

Oggetti culturali: oggetti in cui gli umani iscrivono leggono un certo significato.

Molti oggetti naturali sono oggetti culturali, perché l’uomo li ha trasformati in modo che da farli diventare veicoli di significato.


La cultura materiale

Quando io prendo una pietra, la porto a casa e ci faccio un porta carte, sottraggo una pietra dal mondo naturale e le attribuiscono un significato. 

La pietra diventa quindi un veicolo di significati culturali. 

Cultura materiale: insieme di quegli oggetti materiali (naturali o artificiali che siano) per i quali l’uso e i significati che vengono loro attribuiti finiscono per incorporare direttamente in se stessi una valenza culturale.

Caratteristiche intrinseche dell’oggetto materiale. 

Le valenze culturali, quindi i significati di quell’oggetto, sono entrate a far parte dell’oggetto materiale stesso. 


Una “seconda natura“

L’essere umano modifica il mondo in cui vive.

Trasforma l’ambiente circostante per soddisfare i propri bisogni.

L’essere umano è sempre attorniato da utensili, armi e rituali religiosi.

L’animale divora il cibo, l’essere umano è in grado di rinunciare a certi alimenti a causa di usanze culturali (esempio: islamismo e carne di maiale).

Antropologo tedesco Arnold Gehlen (1904-1976) → spiegava questa teoria tramite il carattere incompiuto degli umani.

L’essere umano è un animale non specializzato, non ha un istinto adattato ad un proprio ambiente specifico.

L’unica grande qualità naturale dell’uomo è la mano con il pollice opposto alle altre dita (= pollice opponibile). 

La cultura nasce per riempire il vuoto lasciato dalla natura. 


LE SCIENZE DELLA NATURA E LE SCIENZE DELLA CULTURA

Le scienze che studiano la natura

Scienze della natura: scienze che studiano i fenomeni della natura. 

Lo studio è basato su due procedimenti: la rilevazione di dati e l’interpretazione. 

Esse sono realmente scientifiche, perché i loro risultati sono attendibili e veritieri.


Le scienze che studiano la cultura

Per comprendere i fatti del mondo dello spirito → discipline specifiche che come oggetto di studio hanno la dimensione culturale dell’esistenza umana.

Negli ultimi secoli sono nate alcune scienze dedite allo studio dei fenomeni culturali: le scienze umane scienze sociali.

Scienze umane o scienze sociali: discipline accomunate dal fatto di avere come oggetto di studio l’umano.

 

CHE COS'È LA SOCIOLOGIA

LO STUDIO DEL MONDO UMANO

Cultura e società

Scienze sociali: studiano l’essere umano non come oggetto della natura, ma come soggetto di un mondo culturale.

Le scienze sociali sono sociologia, psicologia economia storia, ecc.

La sociologia studia la società, l’insieme delle relazioni dei comportamenti umani e il contesto di una collettività che occupa un certo territorio.

Oggetto degli studi sociologici → comportamento degli umani visto nel contesto degli altri umani.

Società: insieme degli individui che condividono una determinata cultura.

Cultura: insieme dei prodotti dello spirito di una particolare società.

La cultura è il legame che permette ai membri della società di capirsi intendersi e convivere.

Senza una società la cultura è destinata a morire.


Gli ambiti delle diverse scienze sociali

Le scienze che si occupano del mondo della cultura si differenziano per l’oggetto che studiano per i metodi che impiegano e per il punto di vista.

Psicologia: indaga l’attività della mente, la personalità e il comportamento individuale.

Economia: studia la produzione, il commercio, la distribuzione, i consumi e i beni.

Scienza politica: studia il modo in cui i governi ottengono il potere, come lo distribuito all’interno della società e come lo “usano”.

Storia: descrive il singolo evento. Ricostruisce ciò che accade volta per volta.

Sociologia e antropologia culturale sono molto vicine, perché entrambe si occupano della società tutta intera.

Il sociologo si occupati la società in cui vive → l’antropologo si dedica hanno studio di società diverse da quella cui appartiene.


LA SPECIFICITÀ DELLA SOCIOLOGIA

Lo “specifico” di una disciplina

Specifico di una disciplina: aspetto che la caratterizzano, la differenziano da tutte le altre e la rendono unica.

Esso dipende dagli oggetti che la disciplina studia. Dipende anche dall’atteggiamento che lo scienziato assume di fronte quell’oggetto, dal tipo di problema che si pone, vuole cercare di approfondire e risolvere.

Lo “specifico“ della sociologia

Aristotele (384-322 a.C.)

  • Filosofo greco

  • L’essere umano è per natura socievole

Fin dalla nascita all’essere umano è inserito in un contesto sociale: la famiglia.

Attraverso la parola l’uomo comunica pensieri ed emozioni. Il resto avviene spontaneamente

Thomas Hobbes (1588 - 1679) → guerra di tutti contro tutti vittoria del più forte.

Ci si riunisce per paura di soccombere; è un vantaggio personale.

Istinto a prevalere è una prerogativa del genere umano.

La solidarietà e la fiducia nei confronti che ci circonda non fanno parte del nostro patrimonio genetico.

“Ci conviene“.


L’individuo e le regole

Socialità: non è un carattere naturale dell’essere umano. È un qualcosa che va contro natura.

Alcuni individui seguono regole grazie le quali limitano le occasioni di contrasto di litigio di guerra.

Un individuo è mosso da motivazioni proprie e queste motivazioni possono scontrarsi con quelle degli altri.

Come è possibile la società?


LE NORME SOCIALI

Le regole condivise di comportamento

Regola = norma sociale.

C’è una volontà implicita di sottomettersi ad alcune regole di comportamento.

In qualsiasi collettività stabile e strutturata nascono dei modelli di comportamento.

Le regole da seguire: sono per tutti coloro che aspirano a integrarsi pacificamente nella collettività.

Norme sociali: precetti da seguire per vivere bene in una società.

Sono vincoli che la società pone al comportamento individuale dei membri.

“Si deve, non si deve, si può, non si può, è giusto“.

L’interiorizzazione delle norme sociali è inconsapevole.

 A cosa servono le regole? – Il Punto Quotidiano


La molteplicità delle norme

Sono innumerevoli e insorgono in ogni istante.

Leggi, norme morali, abitudini.

Sono condivise dalla maggior parte dei membri di una società.

Ogni società ha le sue regole che non sono per forza identiche a quelle di altre società.

Alcune norme rispecchiano valori morali universali.

Quando noi seguiamo una norma sociale è perché vogliamo continuare a vivere pacificamente in una società.

L'ORDINE SOCIALE

La regolarità temporale

Regole → ordine sociale.

Le persone non vivono nella confusione, nell’incertezza, ma in una sorta di ordine, di equilibrio.

Quest’ordine è qualcosa che gli individui non si danno da soli, ma incontrano nel corso della vita.

Ordine sociale: condizione perché la vita quotidiana abbia senso, perché si svolga non a caso ma secondo una logica.

L’ordine sociale permette agli individui di fare i programmi per il futuro.

Le routine sono strettamente legate all’osservanza di regole di condotta, norme sociali, perché sono gli altri esseri umani.

Il coordinamento delle attività

Alla base di molte attività nella società moderna ci sono dei processi di differenziazione e di integrazione.

Differenziazione: specializzazione di ciascun soggetto.

Integrazione: coordinamento di tutte queste attività.


Il ruolo della tecnologia e quello del consenso

Il mantenimento dell’ordine sociale è agevolato dall’uso della tecnologia.

La tecnologia contribuisce fortemente all’ordine sociale, perché standardizzata una quantità di decisioni degli individui.

Contribuisce all’integrazione tra i comportamenti individuali ed a organizzare il mondo sociale.

L’ordine sociale è possibile se esiste un consenso tre membri di una determinata collettività.

Un certo livello di consenso indispensabile ovunque.


Ordine e disordine

L’ordine sociale: condizione irrinunciabile per realizzare la pacifica convivenza.

Émile Durkheim 

  • *1858  1917

Talcott Parsons 

  • *1902  1979

Sono entrambi convinti che il disordine sia qualcosa di patologico.

Max Weber 

  • *1864  1920

Sosteneva che ordine e disordine sono da considerarsi forze complementari.

Ogni strada di squilibrio prepara la strada ad un nuovo equilibrio.

Ordine e disordine si manifestano nella vita sotto forma di sicurezza.

Un minimo disordine da ritenersi desiderabile, perché preserva libertà personale e collettiva.

Ordine e disordine - RSI Radiotelevisione svizzera

 


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